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Andrea Proietti -
Giovedì 28 Agosto 2008 alle 09:37

Più consona al contesto in cui ci troviamo è l’applicazione dell’elettronica e del digitale alla fotografia: diverse fasi salienti hanno avuto luogo già dalla metà del secolo scorso.
La storia recente ci dice infatti che nel 1975 fu Kodak a sperimentare il primo prototipo di macchina fotografica digitale: Steven Sasson, appena venticinquenne, impresse su nastro digitale la foto di un assistente di laboratorio alla risoluzione di 0,01 Megapixel, ben poco rispetto alle attuali fotocamere ma un primo passo più che soddisfacente.
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Andrea Proietti -
Martedì 26 Agosto 2008 alle 09:12

Il XIX secolo vide profondi sviluppi nel neonato settore fotografico: in molti si appassionarono alla dagherrotipia, nacquero le prime industrie per la produzione di materiale utile e furono fondate diverse aziende tuttora esistenti, come Kodak, Nikon, Agfa, Leica e altre ancora.
Nel XX secolo, però, si cominciarono a stabilire i primi punti fermi per quello che è l’attuale sistema fotografico: nel 1903 fece il suo esordio la Graflex, prima fotocamera SLR al mondo; Edwin Land nel 1929 brevettò il primo modello di pellicola a sviluppo istantaneo, che fece la fortuna di Polaroid per diversi decenni; nel 1932, invece, nacque la Leica, che portò con sé il formato standard 35 mm.
Ma lo scorso secolo è stato importante soprattutto per quanto riguarda gli sviluppi nell’utilizzo del colore: già nel 1903, infatti, i fratelli Lumière, noti per l’invenzione del proiettore cinematografico, brevettarono l’autocromia, il sistema fotografico basato sul metodo additivo; risale al 1941, invece, la prima pellicola per negativi a colori, frutto degli studi di Kodacolor.
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Andrea Proietti -
Giovedì 21 Agosto 2008 alle 08:51

Joseph Nicéphore Niépce, ricercatore francese, è l’uomo chiave nell’invenzione della fotografia: dapprima interessatosi alla litografia, e con l’obiettivo di perfezionarla, Niépce ricercava un metodo che permettesse alla luce di imprimere le immagini.
Dopo alcuni esperimenti eseguiti con il cloruro d’argento, che non condussero ai risultati desiderati, Niépce, nel 1822, virò verso un prodotto completamente differente, il bitume di Giudea, un tipo di asfalto, dopo aver notato le sue proprietà fotosensibili: il primo esperimento riguardò un’incisione del cardinale Georges d’Amboise, che soddisfò Niépce e pose le basi dell’eliografia, antenata più diretta della moderna fotografia.
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Andrea Proietti -
Lunedì 18 Agosto 2008 alle 08:19

Come già anticipato nell’articolo introduttivo, il primo a menzionare la sensibilità alla luce di alcune sostanze è stato il filosofo greco Aristotele nel 350 a. C.; i primi accenni alla camera oscura si ebbero invece con lo studioso arabo Ibn al-Haytham, le cui basi furono necessarie come punto di partenza per il funzionamento completo descritto da Leonardo Da Vinci nel XVI secolo.
Il poliedrico Girolamo Cardano, nel 1550, fu il primo ad utilizzare una lente convessa in sostituzione di un semplice foro per ottenere immagini più nitide e luminose; pochi anni più tardi, il filosofo Giovanni Battista Della Porta consiglio l’utilizzo della camera oscura con foro stenopeico anche nel disegno e nella pittura, e fu così che per tutto il secolo successivo, il XII, i pittori si avvalsero proprio delle camere oscure per ritrarre paesaggi.
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Andrea Proietti -
Martedì 12 Agosto 2008 alle 08:41

Era il 350 a.C. quando Aristotele nei suoi ‘Problemata’ parlò per la prima volta della sensibilità alla luce di alcune sostanze; era il 1515 d.C., invece, quando Leonardo Da Vinci descrisse il funzionamento della camera oscura, il punto di partenza di tutta la tecnica fotografica.
Sono stati questi i due momenti fondamentali nel corso della storia che hanno fatto da apripista alla nascita della fotografia. In una serie di articoli analizzeremo più da vicino quali sono stati i punti salienti che hanno decretato vita, morte e miracoli di una delle arti più amate di sempre, la fotografia appunto.
Sarebbero necessarie decine di pagine per esporre in maniera approfondita la storia della fotografia, ma per motivi di praticità il tutto verrà riassunto in una serie di 4 articoli:
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Demetrio Orecchio -
Giovedì 7 Agosto 2008 alle 08:44

SeaLife è un’azienda che si è contraddistinta negli anni per la produzione di macchine fotografiche totalmente progettate e realizzate per scattare foto subacquee.
La DC800, venduta anche nelle varianti DC800Pro e DC800Maxx, è il modello di punta della casa produttrice che assicura foto nitide e corrispondenti alla realtà in tutte le occasioni.
Esteticamente non accattivante, è dotata di un sensore da 8 Megapixel ed uno zoom ottico da 4 ingrandimenti. Particolarmente importante è la funzione Sea che permette di recuperare i colori tipici dei fondali marini. Altre caratteristiche, tipiche delle normali macchine, sono:
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