DLNA e HANA: comparazione e coesistenza dei diversi standard per reti domestiche - Parte I

Lo sviluppo di una rete domestica non è cosa così semplice. Per poter essere accettata dal più alto numero di consumatori, produttori e service provider, si deve intervenire sul cablaggio esistente, proteggere i contenuti dei dati che vengono scambiati e interconnettere una vasta gamma di dispositivi e servizi. La vera sfida è quella di rendere più semplice per i proprietari di casa l’installazione e l’utilizzazione.

La Digital Living Network Alliance (DLNA) e l’High-Definition Audio-Video Network Alliance (HANA) sono entrambe al lavoro a soluzioni di intrattenimento video sulla rete domestica. Entrambe riconoscono che la semplicità è l’obiettivo primario. Tuttavia, la definizione di “semplice” nel mondo dell’informatica non è lo stesso di quello per la visione televisiva.

Architettura tipica di una rete HANA

HANA e DLNA: due diversi tipi di approccio

DLNA approccia le reti domestiche da una prospettiva informatica. Anche se in realtà non è richiesta la presenza di alcun computer, la rete DLNA è stato sviluppata per risolvere molti dei problemi cui un PC deve far fronte in una rete di intrattenimento. Tali questioni hanno radici nella vasta gamma di dispositivi che provengono non solo da diversi produttori e fornitori di servizi, ma anche da settori diversi, ciascuno con il proprio modo di trattare le problematiche. Il collegamento a questi dispositivi richiede una serie di protocolli, driver software per la singola periferica, che cambiano costantemente con ogni nuova generazione di dispositivi, sistemi operativi e processori.

HANA, invece, viene dal campo degli apparecchi televisivi, dove la piattaforma tecnologica è ormai ben definita e unificata. I provider via cavo, satellite e via Internet, così come i produttori CE, vengono tutti da settori diversi: tuttavia, hanno delle norme già ben definite da uno standard che non muta completamente nel tempo.

Nella prossima puntata vedremo alcune differenze sostanziali tra le tecnologie.

Commenti

  1. [1]

    Sempre tutto molto interessante. Quello che spiazza però è questo continuo fiorire di standard e protocolli, e la completa assenza di sicurezze per chi progetta e installa.

  2. [2]

    Questo è vero, ma come spiegavo e si risconrerà anche nelle prossime puntate, il problema è la visione informatica, che crea standard un giorno si e uno no. Bisognerebbe lavorare e continuare a studiare di giorno in giorno

  3. [3]

    Questo in parte è vero. Ma si può prendere ciò che di buono
    propone l’informatica: lo sviluppo open source.
    L’open source crea vaste comunità di sviluppo intorno a standard liberi e pubblici. Gli standard esistono già, non vanno inventati di sana pianta per fare domotica. Dal punto di vista informatico non ha senso reinventare l’acqua calda per sviluppare soluzioni da applicare alla domotica perchè, sempre dal punto di vista informatico, la domotica non è null’altro che un sistema informatico come tutti gli altri per i quali sono state sviluppate soluzioni, implementazioni, standard, metodologie di lavoro, ecc…
    Domanda: perchè i sistemi domotici non parlano tutti una unica lingua comune? Per questioni di mercato? E’ una visione antica.
    Il web parla una unica lingua e c’è spazio per tutti.
    Grazie per l’ottimo post e continuiamo a tenere d’occhio le prossime puntate :-)

Inserisci il tuo commento

Aumenta l'altezza della textarea Riduci l'altezza della textarea