Con l’avvento delle nuove apparecchiature e il progressivo abbandono di dispositivi come i videoregistratori in grado di riprodurre le cassette VHS, in molti manifestano la necessità di convertire i propri filmati in digitale, così da poterli salvare su hard disk o DVD prima che si deteriorino. Patrick Norton e Veronica Belmont passano in rassegna i diversi metodi per effettuare un’operazione simile, analizzando alcuni dei dispositivi progettati proprio per esigenze di questo tipo.

Universal Studios Home Entertainment si appresta ad avviare la diffusione di dischi a doppio formato, con contenuti nel formato Blu-Ray su un lato, e nel formato DVD sull’altro.
Non è ben chiaro chi abbia progettato questi tipi di dischi, detti “flipper”, e come abbia fatto, visto che fino a qualche tempo fa un’idea del genere era sembrata impossibile da realizzare.
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Tra i prodotti presenti nel catalogo Sony trovano posto due dispositivi in grado di gestire e riprodurre un elevato numero di dischi Blu-Ray, DVD o CD: fino a 400.
Il primo modello, di fascia alta, è identificato come BDP-CX7000ES e viene venduto al prezzo di 1.900 dollari, circa 1.300 euro, mentre il secondo, BDP-CX960 costa 800 dollari, circa 550 euro e appartiente alla fascia di prodotti standard della casa giapponese.

Arriva dagli Stati Uniti un rivoluzionario kit per la memorizzazione dei dati: si tratta di un DVD la cui longevità è garantita per un intero millennio. Il disco, invece che essere fabbricato con la tradizionale plastica degradabile, è fatto di pietra: questo dunque il materiale impiegato da Cranberry LLC nella realizzazione del supporto.
Secondo quanto si legge sul sito ufficiale della società, il DiamonDisc non contiene strati soggetti a deterioramento e la masterizzazione avviene mediante l’impiego di un laser ad alta intensità che incide fisicamente i dati in un unico livello sulla superficie di pietra sintetica.

La Fox ha deciso di ripristinare qualche caratteristica del vecchio DVD per cercare di dare ancora più appeal ai suoi dischi Blu-ray. Infatti, per quanto la tecnologia a laser blu non abbia rivali in quanto a qualità, ha alcune pecche, come ad esempio il tempo di caricamento o l’impossibilità di tenere traccia delle operazioni sul contenuto.
Spieghiamo meglio quello che vuole fare la Fox. Normalmente, i dischi in formato Blu-ray hanno tempi di caricamento piuttosto dilatati, soprattutto quando si tratta di dischi con applicazioni Java particolarmente pesanti.

Microsoft e Tesco hanno annunciato, per il mercato anglosassone, una collaborazione per lanciare quello che chiamano “la prossima generazione per la fruizione di video a casa”. Tesco, uno tra i più grandi rivenditori al mondo, con base in Gran Bretagna, sta offrendo un nuovo tipo di download digitale di film, che sfrutta una tecnologia basata su Microsoft Silverlight.
Tale tecnologia in realtà risulta piuttosto simile al servizio BD-Live offerto da alcuni dischi Blu-Ray: la differenza sostanziale consiste nella mancanza del supporto fisico. Una volta acquistato il titolo, infatti, bisognerà scaricarlo sul proprio disco fisso e da lì si avrà accesso ai contenuti.

Secondo la rivista Science, un nuovo metodo di registrazione ottica potrebbe spianare la strada per l’archiviazione di dati su disco, con una capienza pari a 300 volte la capacità di memorizzazione attuale del DVD standard. Tutto ciò significa che, su un solo disco, andrebbero la bellezza di 1,6 terabyte di dati.
La tecnica impiegata dai ricercatori della Swinburne University of Technology in Australia, si basa su nano-molecole di oro, usate come mezzo di registrazione, e su un approccio “5-dimensionale” all’archiviazione dei dati, ottenibile manipolando il laser del puntamento. Le cinque dimensioni usate sono: le solite due su piano, una terza dimensione spaziale (profondità), una dimensione spettrale e una di polarizzazione.
Tags: blu ray, CD, dvd, tecnologie archiviazione

DVD PhotoSave di Verbatim è un DVD-R con già preinstallato un software che guida l’utente attraverso l’intero processo di masterizzazione.
Tale software consente l’utilizzo sia automatico, sia manuale. Nel primo caso, il programma prima ricerca le foto memorizzate sul PC e poi offre all’utente la possibilità archiviarle su DVD cliccando sul tasto di masterizzazione.
Attraverso la funzione “ricerca e registra”, la modalità manuale di DVD PhotoSave permette sia di selezionare le foto (ed eventuali altri file da archiviare) sia di scaricare direttamente su DVD le immagini contenute in una fotocamera digitale connessa al PC.
La differenza essenziale tra la modalità automatica e quella manuale è che nella prima il software individua e riconosce solo le foto in formato JPEG, mentre nella seconda è in grado di riconoscere e masterizzare circa un centinaio di formati foto e video.
Tags: DVD, fotografia, JPEG, Verbatim

Mentre il Blu-ray sembra ancora lontano dallo scalzare definitivamente il DVD dal trono di formato principe per la distribuzione di contenuti di intrattenimento, soprattutto video, General Electric diffonde gli interessanti risultati di un esperimento che ha dato alla luce un nuovo supporto ottico di formato standard in grado di immagazzinare ben 500 GB di dati.
Si tratta di un disco realizzato con materiale micro-olografico in cui la scrittura non si limita alla sola superficie bidimensionale ma sfrutta tutto lo spessore, aumentandone così in maniera considerevole la capacità.
Tags: 500 GB, dvd, General Electric, olografia, Storage