Il 3D@Home Consortium, nato dalla collaborazione tra aziende ed organizzazioni internazionali, si occupa della promozione delle tecnologie 3D in ambiente domestico e di recente ha rilasciato due documenti che rappresentano un reale tentativo di definire degli standard che consentano l’adozione della riproduzione stereoscopica in tre dimensioni nelle nostre case.
La sigla ST4, riportata sui documenti in questione dedicati ai professionisti e alle industrie del settore sta a significare Steering Team 4, ovvero la task force appositamente messa in piedi dal consorzio per lavorare sulla definizione degli standard stessi relativi ai display 3D e all’hardware ad essi connesso.
La KNX Association, che rappresenta le organizzazioni coinvolte nella fornitura, installazione e uso di dispositivi “intelligenti” basati su standard KNX, ha dichiarato un accordo con CEDIA per lavorare insieme allo sviluppo congiunto di iniziative di formazione e di sensibilizzazione per quello che riguarda la home e building automation.
KNX, uno standard per automazione industriale ma che da anni ha fatto il suo ingresso nella home e building automation, è già utilizzato da un numero considerevole di membri del CEDIA (Custom Electronics Design and Installation Association) e l’accordo contribuirà a far sì che le installazioni di sistemi Audio/Video residenziale e sistemi di controllo KNX siano a tutti gli effetti compatibili. In questa maniera saranno ulteriormente aumentati i vantaggi dei sistemi KNX e saranno incoraggiati i progetti che integrano anche sistemi A/V.
La BDA (Blu-ray Disc Association) alla fine non ha avuto scelta: ha dovuto formare una task force per monitorare la tecnologia 3D ed essere pronta al momento giusto. Questo team si incaricherà di lavorare alle specifiche per creare uno standard per il formato 3D.
Il 2009 è sicuramente l’anno del cinema 3D, con il recente Coraline e il film di animazione Up della Pixar, recentemente presentato a Cannes: tuttavia Blu-ray non è ancora pronta a usare questa tecnologia in HD per contenuti fruibili in casa.
Il PC si è evoluto per far fronte ad una vasta gamma di dispositivi e servizi, mediante una logica di add-on, installando di volta in volta i driver necessari alla connessione di quel particolare dispositivo di cui si necessita. Al contrario, il sistema TV è composto da dispositivi che non cambiano mai una volta che hanno lasciato la fabbrica: se si necessita la connessione ad altri dispositivi, le risorse necessarie devono essere integrate fin dall’inizio.
Entrambe le organizzazioni stanno lavorando alla creazione di metodi che consentiranno ai dispositivi di comunicare attraverso un protocollo standard. Tuttavia, la standardizzazione è, in realtà, una mediazione e, poiché lo standard DLNA coinvolge un numero maggiore di aziende e industrie, ognuno con il proprio modo di fare le cose, questa mediazione è difficile e complessa.
ITU (International Telecommunication Union) ha approvato uno standard per la connessione ad alta velocità di diverse tipologie di home-networking.
L’organizzazione mondiale delle telecomunicazioni venerdì 12 ha detto che è stato raggiunto un accordo sulla G.hn, una serie di specifiche che comprendono linee telefoniche, linee elettriche e cavi coassiali all’interno di case. I fornitori saranno in grado di utilizzare lo standard per produrre hardware di rete in grado di fornire TV ad alta definizione da una stanza all’altra. Senza specificare la velocità, le reti G.hn potranno conseguire un throughput fino a 20 volte quello delle attuali tecnologie wireless e a tre volte quello delle reti domestiche cablate.
Si tratta di uno standard molto diffuso nel campo della domotica e della building automation. Nonostante esistano alternative più efficienti dal punto di vista dell’utilizzo della banda a disposizione, le periferiche X10 restano molto popolari soprattutto a causa dell’ampia diffusione e dei costi contenuti.
Un altro fattore da considerare è il radicamento delle periferiche che si servono di X10 nel campo della building automation. X10, infatti, venne sviluppato nel 1975 da Pico Electronics, azienda scozzese, ed ha avuto tempo e modo di diffondersi ampiamente, considerando che in quegli anni non esistevano molte alternative in grado di garantire il controllo remoto di periferiche e applicazioni all’interno della casa.
Batibus è il nome dello standard storico (anche se non il solo) relativo alla comunicazione tra tutte le periferiche di un edificio. Il sistema infatti appare sul mercato già nel 1989, e oggi più di cento società e gruppi aderiscono a tale standard. Tra esse anche alcuni importanti nomi italiani, come ad esempio il Politecnico di Torino.
La caratteristica dominante di questo standard sembra essere la semplicità. Ciascun elemento della rete può servirsene a patto che la linea sia disponibile; al fine di realizzare la comunicazione, inoltre, è necessaria soltanto la presenza di un cavo telefonico.
Un po’ tutti parlano di brevetti, codice libero, standard aperti e così via. Oggi ce ne parla anche Alan Cox, sviluppatore storico del Kernel Linux, nonché tra gli impiegati di punta di RedHat.
Il barbone c’è, le idee libere e aperte pure. Sembra quasi che Cox, Stallman & C. appartengano tutti alla stessa specie…